Il catasto inglese, nato 158 anni fa, utilizza la tecnologia Xerox per digitalizzare i dati

Dai tempi del regno della Regina Vittoria, il catasto inglese ha registrato ogni cambio di proprietà in Inghilterra e Galles; una montagna di dati, cresciuta nel corso dei decenni fino a più di 25 milioni di titoli che riguardano l’87% del territorio di queste due nazioni. E, secondo il catasto, questo è solo l’inizio. L’obiettivo del catasto inglese è quello di diventare “il miglior catasto al mondo a livello di velocità, semplicità e approccio aperto ai dati”.

Ogni giorno il catasto riceve 2.000-3.000 richieste cartacee, disegni, fotografie e documenti d’identità che Xerox elabora in giornata presso una sua struttura esterna.

“Mantenere l’integrità del catasto di Inghilterra e Galles, offrendo al contempo un eccellente servizio al cliente, è la nostra ragion d’essere” afferma Eve Foster, Central Operations Manager del catasto. “Con Xerox a fare da ponte tra il mondo fisico e quello digitale, siamo più efficienti senza rinunciare alla qualità”.

Tutto iniziò quattro anni fa, quando il catasto avviò un progetto con Xerox finalizzato a trasformare il suo catalogo cartaceo e il processo di inoltro dei documenti in un sistema digitale, destinato a modernizzare l’intera gestione dei documenti.

Utilizzando la sua piattaforma Production Workflow Management, Xerox iniziò a digitalizzare nuove applicazioni per estrarre dati chiave, sotto forma di informazioni e immagini. Poiché le persone prendono importanti decisioni finanziarie e legali sulla base di questi documenti, non c’è spazio per alcun errore nelle scansioni, né per dati mancanti o scritte illeggibili.

“La qualità è fondamentale” afferma Nick Clifford, il Client Manager Xerox che lavora con il catasto inglese. “I dati devono pressoché perfetti”. Ma quanto accurati? “Un’accuratezza del 99,5% o più” afferma Clifford. “Il controllo della qualità è molto rigoroso”.

I documenti inviati includono spesso fotografie, disegni e scritte in corsivo. In passato, l’automazione dell’estrazione dei dati da questi tipi di documenti richiedeva solitamente un ulteriore livello di personale, poiché gli addetti dovevano controllare tutto due volte e reinserire i dati incompleti o non corretti.

Per ridurre il ricorso a queste attività aggiuntive, Xerox e il catasto hanno lavorato a un programma pilota finalizzato a incorporare l’intelligenza artificiale e il machine learning nel processo di revisione, trasferendolo dall’uomo alle macchine. Il nuovo servizio, nell’ambito della piattaforma Xerox Production Workflow Management, ha l’obiettivo di perfezionare il riconoscimento ottico dei caratteri, apprendendo dall’intervento umano laddove necessario. L’idea è che ogni tipo di applicazione (abbinando l’automazione all’intelligenza umana) aumenti l’accuratezza nel tempo. Di fatto, la tecnologia ridurrà l’intervento umano solo ai casi più difficili, come l’interpretazione della calligrafia.

Già adesso la piattaforma (attualmente supportata dall’indicizzazione umana) può imparare che una “t” scritta a mano che sembra un “7” sia, in realtà, una “t”. In futuro la piattaforma sarà in grado di riconoscere molte varianti della lettera “t” senza dover ricorrere all’intervento umano.

Il catasto inglese spera di rimuovere qualsiasi intervento umano nelle pratiche più semplici, preservando tuttavia il suo archivio storico e inaugurando una nuova era per l’intero settore.

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